Vivere a San José

San José è la capitale della Costa Rica. Conta circa 334.000 abitanti suddivisi in 11 distretti.

Vivere in una capitale è diverso dal vivere in una cittadina come Pinerolo. E fin qui ci siamo. Ma vivere a San José è ben diverso dal vivere in qualunque altra capitale europea. La cosa che non ci si aspetta è che San José è per meglio dire una provincia, non una città. Innanzitutto raramente si trovano palazzoni, sono quasi tutte casette a due piani. E’ come se fosse un insieme di paesi che convertono tutti in un punto, chiamato centro. La prima cosa che normalmente si va a vedere in una nuova città è proprio il centro. Errore! Qui il centro non ha nulla di che, se non il traffico e un sacco di gente, ma soprattutto è uno dei posti più pericolosi della provincia. Se state pensando di cercare un Airbnb nel centro latino, non lo fate! Il pericolo maggiore si concentra nelle principali vie che percorrono i turisti durante il giorno. I quartieri limitrofi sono tutti ghetti di diverse culture accomunati da un unico elemento: l’oscurità che emerge al calar del sole. Onestamente non ho ancora avuto l’onore di passeggiare per queste vie durante la notte, ma non ci tengo. I racconti sono tutti uguali, simili a The walking Dead: la gente che vaga per quelle vie potrebbe essere riconducibile a quelli che da noi vengono definiti i “tossici della notte”. Però molto peggio. La differenza è che qui ti seguono, ti accerchiano in gruppo, ti derubano e poi non si sa. Coloro che lo raccontano usano il verbo assaltar, che spiega un po’ tutto. Quindi, ogni weekend che decido di uscire dalla città per scoprire la natura selvaggia di questo paradiso, mi reco alla stazione dei bus solo ed esclusivamente in Uber e al mio ritorno non esco dalla stazione per nessun motivo finché il buon tassista non viene lì dentro a riprendermi. Però, con le giuste precauzioni, San José non è così male. Si potrebbe definire il paese dell’eterna contraddizione: bianche ville stile holliwoodiano con palme e fiori colorate si susseguono in piccoli quartieri dai locali super fancy. Qui si cammina tranquilli per strada come in Europa, è difficile trovare parcheggio ed è tutto suuuuper caro! Già, perché la Costa Rica costa molto di più di quanto si possa immaginare (ad esempio una crema solare costa almeno 20 euro, un pacco di sigarette 10 euro, una t-shirt da Zara almeno 40 euro). Calcolate più o meno il doppio dell’Italia. Dall’altro lato, però, si può mangiare a pranzo in un ristorante tipico ed avere un menu completo per meno di 5 euro o prendere un pullman con 50 centesimi. Accanto alle superville a un certo punto, senza nessun tipo di motivo o avviso del cambiamento, girando una semplice via, inizia una serie di case in lamiera dove non è sicuro mettere piede. Bisogna sapere sempre dove andare. E’ evidente che non ci sia mai stato un piano urbanistico: le vie sono estremamente dissestate, hanno buche, spuntoni e sali-scendi continui. Non sono mai state livellate. Questo significa che ogni volta che si decide di camminare un po’ (qui non è assolutamente all’ordine del giorno!) bisogna costantemente guardare dove si mettono i piedi o si rischia il danno. Dall’altro lato, non c’è un solo centimetro quadrato senza del verde. Palme, siepi, arbusti e fiori di ogni tipo costeggiano le vie, riempiono i giardini, contornano i quartieri. Qui hanno un’attenzione all’ambiante che è anni luce avanti alla nostra. Ma il traffico che intasa la città ogni giorno è decisamente peggio dell’uscita di corso Regina alle 18.00. Per intenderci, per percorrere 20 km ci vogliono dai 50 minuti alle 2 ore, dipendendo dal traffico. Ma una cosa è sicura: mai si potrà impiegare meno tempo. Ci si deve armare di costante pazienza, motivo per cui lo stile della vita è generalmente tranquillo, felice, semplice. Ci si saluta sempre con tutti per strada, nessuno risparmia il proprio sorriso. I volti che si incrociano per le strade sono i più svariati: ci sono peruviani, americani (gringos), argentini, messicani, dominicani, nicaraguensi, panamensi, insomma quasi tutte le nazionalità latine. Non ho mai visto arabi, ci sono pochi cinesi e non molti europei. Ci sono centri commerciali lussuosissimi accanto a baracche, edifici storici attaccati a palazzi decadenti, ristoranti locali accanto a fast-food americani. L’influenza statunitense è molto forte e si vede in tutto: le persone con attenzione alla moda si vestono come gli americani, i ristoranti tipici sono in stile tavola calda con banconi enormi e sgabelli, si trovano grandi catene come Hooters, i ragazzi si ritrovano negli skate park, le persone vanno a fare shopping in enormi centri commerciali dotati di terrazze, giardini e fontane. Nonostante la moneta locale sia il colon (servono all’incirca 690 colones per fare 1 euro) si può pagare dappertutto in dollari americani; ogni commerciante sa convertire in tempo reale il prezzo di qualunque prodotto per facilitare l’aquisto. E’ decisamente un paese che sa come vivere di turismo. Piano piano inizio a scoprire posticini carini, stile europeo, che costano meno e fanno musica dal vivo, e non parlo del reggaeton ma di bellissima musica jazz. In questi posti mi sento molto meno lontana da casa.

In generale comunque San José è una vera città latina: accogliente, forte, solare, misteriosa e contraddittoria. E’ un labirinto in cui ci si può avventurare solo dopo averne studiato attentamente la mappa. Ma una volta che ci si prende confidenza, superato il forte impatto iniziale, comincia a sembrare davvero un bel posto.

 

 

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