Interaction

Interaction è l’agenzia di pubblicità digitale dove lavoro. Interaction è una di quelle storie da film, che sembrano super romanzate, ma che a volte capitano davvero. Fu fondata sei anni fa da tre ventenni, Nestor, Erick e Martin, nello stanzino inutilizzato del loro appartamento condiviso. Fu l’idea di tre amici appassionati di tecnologia, creatività e innovazione, che semplicemente ci hanno provato e che -a distanza di anni- si può dire abbiano decisamente vinto. E così sei anni dopo io, Federica, ragazza italiana laureata in ICT&Media a Torino ora Creative Jr a San José, posso scrivere il mio articolo direttamente dal giardino di questa bella villa de Los Yoses in Costa Rica, solo perché questi tre ragazzi anni fa hanno scommesso bene e ci hanno lavorato sodo. Ma la cosa più incredibile non è che abbiano dato la possibilità a me di lavorare qui, bensì ad altre 70 persone. Già, perché Interaction è oggi l’agenzia indipendente più importante di tutto il Latino America: conta oltre 30 premi, tra cui 11 Effie Awards, 3 ori di Volcán, di cui uno come miglior agenzia indipendente del 2017, diversi argenti e bronzi, 3 Ojo de Iberoamerica, 7 Festival del Caribe e 1 Webby Awards.  Interaction è il posto ideale dove lavorare: su 70 persone ben 68 hanno meno di 40 anni e l’80% di queste meno di 30. L’ambiente di lavoro è stimolante, innovativo, creativo. Anche il design fa la sua parte: lavoriamo in una villa di due piani con giardino, tavolo da ping-pong, cucina e area relax, in uno dei quartieri più belli e sicuri della città. Abbiamo anche un cane, Max, un cucciolo di bulldog francese combina guai, che non smette mai di farci sentire umani e di mangiarsi qualunque -giuro davvero qualunque- cosa incontri. Bisogna far attenzione a scarpe, zaini, pattumiere, sacchetti, piante, portapenne e tappeti, perché con quella facciotta da Stitch trita davvero tutto. Tra i vari colleghi -ve lo giuro anche se sembra impossibile- non c’è competizione, né astio, né voglia di calpestarsi l’un l’altro. Non dico che siano tutti amici, però si rispettano tutti. Ci sono anche qui i gruppetti che sono amici anche al di fuori, ma tutti lavorano per un obiettivo comune e per il proprio salario senza pestarsi i piedi. Ma la cosa che più di tutte mi ha stupita, oltre all’età dei miei capi -che hanno solo quattro anni in più di me!- è la loro semplicità e umiltà, nonché la totale assenza di saccenza e superiorità. Inizialmente lo scontro culturale non ha giocato a mio favore: Nestor, il Direttore Artistico e Co-Fondatore dell’agenzia, in maniera molto gentile mi ha sempre chiesto molto dell’Italia, dal cibo al calcio, a domande più personali. Venendo da esperienze di lavoro non bellissime e in cui la purezza d’animo non esisteva, ero abbastanza prevenuta nei suoi confronti e non mi sono mai confidata più di tanto. Pasta, pizza, sì Toro no Juve e non molto più. Il capo è pur sempre il capo ho pensato, difficilmente per la nostra idea di gerarchia professionale sarà mai un amico. E invece qui, dopo nemmeno due mesi, io con il capo insieme agli altri colleghi ci vado anche a prendere una birra. Questo accade perché i costaricensi sono culturalmente diversi e perché -come mi ha spiegato lui una sera- le persone con cui lavori alla fine sono quelle con cui passi più tempo di tutte, perché quindi non concedersi la possibilità di vivere tutti i giorni dentro e fuori a un ambiente felice e rilassato? In realtà non fa una piega.

 Ho iniziato la mia avventura qui condividendo l’ufficio con Mariana (messicana), Jorgue (peruviano) e Rafa (costaricense), formando insieme il reparto di Creative jrs. Abbiamo lavorato e collaborato con il team di creativi dell’agenzia, ossia Noelia, Celeste, Piero, Quico e Rafa. Abbiamo partecipato all’ideazione di concetti pubblicitari di grandi firme, quali Burger King, Casio, Melissa Shoes, Chevrolet, Papa Johns, Hooters e Huawei. All’interno di Interaction però la realtà è davvero molto dinamica, per cui in soli tre mesi ho cambiato diversi compagni di lavoro con cui ho condiviso il tempo dentro e fuori di queste pareti. E così ho passato l’ultimo mese a stretto contatto con Nuria, ragazza messicana specializzata in marketing, con cui ho stretto un’amicizia davvero forte e stimolante. Nuria, piccola grande viaggiatrice come me, è una di quelle persone che so che, anche se a distanza, porterò sempre con me nella vita. Le ultime tre settimane le ho passate seduta su un puff nero in un angolo -la mia favolosa esquina- dell’ufficio più piccolo, con José e poi anche con Jesus, due ragazzi costaricensi davvero simpatici e buoni. Nel nostro cubicolo, con loro due e Nuria, abbiamo condiviso opinioni di lavoro, conoscenze culturali e anche momenti di divertimento puro. Lì, in quel cubicolo troppo piccolo per lavorarci in quattro, è stato insegnato italiano volgare vs slang costaricense, si ha ballato salsa latina e cantato lirica nazionale, ma soprattutto, ci si ha raccontato come baccagliare nel rispettivo continente. La differenza è enorme e la conoscenza non è mai troppa.

Comunque sia da ognuno di loro ho imparato tanto a livello professionale e umano, passando davvero momenti intensi e sereni. Non avevo mai provato cosa significasse svegliarsi ogni mattina felice di andare a lavoro: ogni giorno non vedevo l’ora di imboccare avenida 10, girare l’angolo e varcare il cancello di Interaction con il sorriso.

Sono giunta qui in un momento strano, perché nonostante l’agenzia stia crescendo costantemente (vengono assunte e ricercate persone ogni mese!) questa settimana ci sarà un grande cambiamento: Nestor, dopo aver messo al mondo Interaction e averla nutrita fino a farla diventare una bellissima e indipendente donna in carriera, abbandona i giochi. La sua è una decisione degna di nota: qualunque persona al suo posto avrebbe continuato a mandare avanti un’impresa di questo successo. Però non lui. Lui ha 31 anni, al momento non è sposato e non ha figli. Ha viaggiato per lavoro, anche in Europa, partecipando a diversi concorsi internazionali di pubblicità. A soli 20 anni ha vinto come miglior progetto creativo nel festival più importante della Costa Rica e la sua vita è stata un’evoluzione di vittorie professionali. Dall’altra parte, però, non ha mai vissuto in un altro Paese, non ha mai goduto di un’altra cultura, se non per tempi brevi. Credo che non ci sia un’età giusta per fare le cose: c’è solo un tempo -il proprio- per essere felici. Oltre ad avere un talento fuori dal comune a livello pubblicitario, io in lui vedo qualcosa che non ho visto in molte persone: il coraggio. Il coraggio di andare controcorrente, di osare, di rischiare. E allora sì che questa decisione assume un senso. Lascerà il suo posto, la sua azienda, la sua casa, la sua patria, per andare a conoscere il mondo e a conoscere se stesso. Lui che può, che ha conoscenze di programmazione, di creatività e di marketing digitale, potrà coronare quello che per tanti (come me) è un sogno nel cassetto: lavorare in proprio, come freelance, guadagnando viaggiando. Non sapevo esattamente quale fosse la sensazione di avere un mentore, ma oggi posso dire di averlo capito. Interaction e Nestor mi hanno insegnato a crederci, a credere che se hai voglia, grinta e passione da qualche parte arrivi.

Ciò che ho anche capito, però, è che Interaction andrà avanti anche senza di lui, seguirà il suo cammino sulle proprie gambe, perché se c’è una cosa che ho imparato dalla vita viaggiando è che tutti sono utili, è vero, ma nessuno è necessario. Al suo posto è arrivato Pablo, direttore creativo di talento e professore alla scuola costaricense di creatività. E così il mondo va avanti sempre, con o senza qualcuno, così come sta andando avanti la vita a Pinerolo senza di me, come sta correndo il tempo a Torino senza la mia presenza, come sta andando avanti la mia avventura qui in Costa Rica senza la mia famiglia e senza i miei amici. Nel viverci la vita ognuno di noi è solo, circondato e connesso con gli altri, ma da cui non dipende realmente. Ovviamente non sarei oggi qui, io questa, a riflettere di connessioni in Costa Rica, se nel tempo della mia vita non avessi studiato a fondo proprio quel volto, ascoltato le parole di quell’altra voce, incrociato le mie dita proprio con quelle mani, lasciato correre le mie ansie tra quelle braccia, guardato tramonti con quegli occhi lì, ballato sulla sabbia al chiaro di luna con quei piedi, passeggiato su quei sampietrini con quelle gambe, accarezzata nella notte con quei folti capelli, se non mi fossi abbandonata totalmente a quella sana fiducia o coraggiosamente rialzata con quella forza. Tutti quanti mi sono stati utili per essere qui e tutti coloro che sto conoscendo qui mi aiuteranno ad arrivare là, che ancora non so dov’è o cosa sarà. Però sento scorrere velocemente la corrente fredda su di me, che mi attraversa e mi spinge a valle, senza possibilità di sosta e fermata, solo ripetuti rallentamenti in curva. Ed è lì su quelle piane sponde che li vedo, proprio loro, le persone della mia vita, ferme in attesa, in successione e a intervalli. L’impulso arde, al vederli ogni volta nuoto con tutte le forze per raggiungerli. Ma in tutte le circostanze, nonostante il luogo meraviglioso e il momento profondamente arricchente, mi è permesso restarci e farlo mio solo per un tempo. Dopo un po’ la corrente diventa troppo forte e quella massa d’acqua dietro di me troppo pesante. Mi strappa dalla sponda e mi guida più giù, sempre più in là. Mentre obbligata mi allontano da loro, guardo ancora per un momento indietro, osservando quella sponda e quelle persone, non solo perché vorrei che non finisse il nostro tempo, ma perché possa giungere loro il mio grazie di cuore per tutto ciò che è stato. Ogni passaggio è una nuova scoperta. Devo accettare che non potrò portare sempre tutti con me: come è già successo tutte le altre volte, anche qui arriverà il giorno in cui dovrò dare il mio arrivederci, rubando un pezzetto di Costa Rica, custodirlo con estrema cura e proseguire per il mio flusso.

Non sarà affatto facile questa volta ma let it be. Asì es la vida.

2 pensieri su “Interaction

  1. fabiocroci ha detto:

    Ciao,
    sono un tuo “collega” di CIME a Torino e, pur non conoscendoti, leggere il tuo articolo mi ha fatto molto piacere. Mi avevi convinto già solo col “sì Toro no Juve” 😉 ma proseguendo nella lettura ho apprezzato il tuo entusiasmo nel metterti in gioco in un’avventura così importante dall’altra parte del mondo. Ti auguro davvero di cuore tutta la fortuna del mondo nel prosieguo del tuo viaggio! È sempre bello vedere che la nostra città e la nostra facoltà esportano talenti!
    Un grosso in bocca al lupo
    Fabio

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    • federaspatola ha detto:

      Ciao Fabio! Grazie mille, non sai quanto mi renda felice il tuo commento! Partire non è poi così difficile sai, ma farlo con entusiasmo nonostante le mille difficoltà è una vera sfida. L’importante è essere soddisfatti di ciò che si è e di ciò che si fa. Io ci sto provando 😊. In bocca al lupo anche a te, continua a seguirmi se ti fa piacere 🇨🇷😉

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